Ho misurato la pressione, è 135/90: basta camminare di più o serve una cura?
A 50 anni la “minima” a 90 merita attenzione, soprattutto con colesterolo e trigliceridi alti. Come confermare i valori, quanto aiutano alimentazione e movimento e perché un diuretico a giorni alterni non va improvvisato
CARDIOLOGIAHo misurato la pressione, è 135/90: basta camminare di più o serve una cura?
A 50 anni la “minima” a 90 merita attenzione, soprattutto con colesterolo e trigliceridi alti. Come confermare i valori, quanto aiutano alimentazione e movimento e perché un diuretico a giorni alterni non va improvvisato
Ettore Mautone
Ettore Mautone
12 Ottobre 2026Ho 50 anni e la pressione è 135/90: basta camminare di più o serve una cura?IMMAGINE GENERATA CON AI
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Il bracciale si sgonfia, sul display compare 135/90. La massima non sembra particolarmente alta. La minima, invece, arriva a quel numero che si sente spesso indicare come limite.
Ci si sente bene, il peso è normale, soltanto la cintura stringe un po’ di più.
Negli ultimi esami, però, colesterolo e trigliceridi erano sopra i valori desiderabili. La domanda arriva subito: devo cominciare una cura oppure posso sistemare tutto mangiando meglio e camminando?
Una singola misurazione non basta per diagnosticare l’ipertensione o scegliere un farmaco. Ma una minima di 90 non va ignorata perché la massima è 135. Se il dato si conferma, va discusso con il medico: la decisione dipende dalla pressione abituale e dal rischio cardiovascolare complessivo.
Perché conta anche il numero più basso
La massima registra la pressione quando il cuore si contrae; la minima quando si rilassa tra un battito e l’altro. Anche questa seconda pressione conta.
Nelle linee guida europee ESC, in ambulatorio la soglia diagnostica è una massima di almeno 140 oppure una minima di almeno 90 mmHg. A casa è una media di almeno 135 oppure 85. Basta che uno dei due valori raggiunga la soglia.
Un 135/90 ripetuto a domicilio, quindi, supera i limiti utilizzati per la diagnosi: occorre confermarlo e valutarlo.
Prima della pillola, misurazioni fatte bene
La pressione cambia durante la giornata. Misurarla subito dopo una corsa, mentre si parla o con un bracciale inadatto può confondere le idee.
Per costruire un diario utile si può misurarla per sette giorni, mattina e sera, con un apparecchio validato da braccio e un manicotto della misura corretta. Ogni volta si effettuano due letture, a un minuto di distanza, annotandole entrambe.
Prima, cinque minuti seduti in tranquillità: schiena appoggiata, piedi a terra, gambe non accavallate e braccio sostenuto all’altezza del cuore. Nei trenta minuti precedenti evitare esercizio, fumo e caffeina; durante la lettura non parlare. ?
American Heart Association +2
Il diario va portato al medico. Se necessario, il monitoraggio nelle 24 ore chiarisce anche l’andamento notturno e le differenze tra casa e ambulatorio.
La bilancia può essere normale, il girovita no
La “pancia” merita uno sguardo distinto dal peso. La circonferenza della vita aiuta a riconoscere un accumulo addominale che la bilancia, da sola, può rappresentare male.
Pressione elevata, trigliceridi alti, aumento del girovita, glicemia alterata e HDL basso possono comparire insieme nella sindrome metabolica. Il racconto da solo non permette di diagnosticarla, ma suggerisce di guardare il quadro completo.
Alla visita servono i numeri reali degli esami, compresi LDL e HDL, non soltanto la frase “colesterolo alto”. Il medico considera anche glicemia, funzione renale, fumo e familiarità. Avere cinquant’anni e sentirsi bene è un buon punto di partenza; la prevenzione serve proprio quando i fattori di rischio non danno sintomi.
Dieta e movimento possono fare una differenza concreta
Mangiare meglio non significa soltanto togliere qualcosa dal piatto.
Il modello DASH, studiato per la pressione, valorizza verdure, frutta, legumi, cereali integrali, frutta a guscio non salata e latticini poco grassi, limitando sale, grassi saturi e dolci.
Il sale nascosto conta quanto quello aggiunto: salumi, alcuni formaggi, salse e prodotti pronti possono farne assumere parecchio senza accorgersene.
Leggere le etichette aiuta a scegliere.
Una ricerca pubblicata su JAMA nel 2023, su 213 persone tra 50 e 75 anni, ha mostrato quanto rapidamente il sodio possa incidere: dopo una settimana, il confronto tra dieta povera e ricca di sodio ha evidenziato una differenza media di circa 8 mmHg nella massima. Il beneficio è emerso anche in persone che assumevano antipertensivi.
Non è una promessa individuale, ma dimostra che cambiare alimentazione può produrre effetti misurabili in tempi brevi.
Il movimento deve diventare un appuntamento: almeno 150 minuti settimanali di attività aerobica moderata, per esempio cammino a passo sostenuto, distribuiti nella settimana, con esercizi di forza almeno due volte. Chi parte da zero può aumentare gradualmente.
L’attività fisica aiuta pressione e profilo metabolico anche quando la bilancia cambia poco. La continuità conta più della seduta impegnativa fatta ogni tanto.
Quando servono i farmaci?
Se i valori ripetuti rientrano sotto le soglie e il rischio è basso, il medico può impostare interventi sulle abitudini e controlli programmati. Se invece l’ipertensione viene confermata, le linee guida ESC raccomandano di associare trattamento farmacologico e stile di vita. Dal solo 135/90 non si può stabilire quale terapia serva.
Colesterolo e trigliceridi alti contribuiscono alla valutazione generale, ma non impongono automaticamente un antipertensivo.
La domanda utile diventa: quanto è alta davvero la pressione durante la settimana e quali altri fattori possono aumentare il rischio? È questo quadro che permette una decisione proporzionata.
Gli integratori abbassano davvero la pressione?
Alcuni prodotti possono avere un effetto, ma non sostituiscono una terapia indicata per l’ipertensione.
Gli estratti di aglio hanno mostrato riduzioni pressorie in alcuni studi, spesso piccoli e di qualità variabile. Gli omega-3 possono abbassare modestamente la pressione; l’eventuale impiego per i trigliceridi va valutato separatamente, senza considerare equivalenti tutti i prodotti.
Il potassio non va aggiunto autonomamente, soprattutto in presenza di problemi renali o di medicinali che possono aumentarne i livelli. Anche gli integratori possono interagire con una terapia. C’è poi un dettaglio spesso trascurato: alcuni prodotti “naturali” possono far salire la pressione. La liquirizia è tra questi. Prima di acquistare un preparato conviene mostrarne composizione e dosi al medico o al farmacista.
Natrilix a giorni alterni: perché non è una scorciatoia
"L'indapamide è un diuretico impiegato per trattare nelle prime fasi l’ipertensione. Le formulazioni comunemente utilizzate prevedono un’assunzione quotidiana: prenderlo a giorni alterni può essere un approccio momentaneo legato alla stressa per evitare di consolidare una terapia che poi non potrà più essere interrotta" spiega Domenico Miceli, cardiologo ed dirigente ospedaliero e attivo in seno all'Amco l'associazione medici cardiologi ospedalieri. Questo non è lo schema standard e non equivale automaticamente a una dose quotidiana più bassa ma può essere un approccio conservativo della possibilità di tornare a una vita senza farmaci. Uno schema terapeutico che non va iniziato sulla base di una singola lettura, né modificato autonomamente se è già stato prescritto. Se un medico ha indicato espressamente un regime diverso, occorre chiarire con lui formulazione, ragione e controlli. L’indapamide può inoltre ridurre sodio e potassio nel sangue e richiede attenzione alla funzione renale; può anche aumentare l’acido urico. Per questo la scelta della dose e il monitoraggio fanno parte della cura.
Il primo passo è trasformare il dato della pressione in un quadro chiaro
Un 135/90 isolato, senza sintomi, non è generalmente un’emergenza. È un invito a fare ordine: diario pressorio, esami aggiornati, valutazione del girovita e visita dal medico, mentre si comincia a mangiare meglio e a muoversi con regolarità.
Se compaiono dolore toracico, difficoltà respiratoria importante, debolezza improvvisa di un lato o difficoltà a parlare, serve assistenza urgente indipendentemente dal numero sul display. A cinquant’anni c’è molto su cui intervenire. Una settimana di misurazioni accurate e gli esami sul tavolo permettono di passare dal dubbio a una scelta concreta: capire quanto possono fare le nuove abitudini e quando aggiungere una terapia.
Bibliografia essenziale
ESC, Linee guida 2024: https://academic.oup.com/eurheartj/article/45/38/3912/7741010
Gupta et al., Effect of Dietary Sodium on Blood Pressure, JAMA 2023: https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2811931
NIH/NHLBI, DASH: https://www.nhlbi.nih.gov/health/dash-eating-plan
NCCIH, Approcci complementari per l’ipertensione: https://www.nccih.nih.gov/health/providers/digest/complementary-health-approaches-for-hypertension
Natrilix SR, scheda tecnica: https://www.medicines.org.uk/emc/product/1152/smpc
https://www.mondosanita.it/