Degenerazione maculare umida: possibile ruolo dei geni legati alla pigmentazione

Degenerazione maculare umida: possibile ruolo dei geni legati alla pigmentazione

Degenerazione maculare umida: possibile ruolo dei geni legati alla pigmentazione

15 Giugno 2026 > Susanna Guzzetti

by: pro.quotidianosanita.it

  Alcune varianti genetiche coinvolte nella pigmentazione di pelle e occhi potrebbero avere un ruolo anche nello sviluppo della degenerazione maculare senile umida, secondo uno studio pubblicato su Biochemical and Biophysical Research Communications Reports.

  “La degenerazione maculare senile è una delle principali cause di perdita della vista nelle persone anziane. Tra i fattori di rischio più noti vi sono l’età, il fumo, le malattie cardiovascolari e la predisposizione genetica. Tuttavia, il ruolo dei geni legati alla pigmentazione non è ancora completamente chiarito, nonostante la melanina sia considerata importante per il mantenimento dell’equilibrio della retina e per la protezione dell’epitelio pigmentato retinico. Abbiamo voluto capire se varianti in geni correlati alla pigmentazione fossero associate al rischio di degenerazione maculare senile umida e se questi risultati potessero essere replicati in coorti europee diverse” spiega Mika Reinisalo, della University of Eastern Finland, Kuopio, Finlandia, primo autore dello studio.

  Per approfondire questo aspetto, i ricercatori hanno analizzato 26 varianti in sei geni correlati alla pigmentazione, valutandone l’associazione con il rischio di degenerazione maculare senile umida. L’analisi iniziale è stata condotta in una popolazione finlandese e successivamente replicata in coorti del Regno Unito, dell’Ungheria e della Polonia, per un totale di 775 pazienti e 959 controlli. Gli autori hanno inoltre valutato l’interazione tra componenti genetiche, fumo e indice di massa corporea nelle coorti finlandese e britannica. Per esplorare il possibile significato biologico delle varianti candidate, sono stati condotti anche esperimenti su cellule umane dell’epitelio pigmentato retinico, utilizzando analisi del promotore genico e silenziamento genico. Nella coorte finlandese sono emerse due varianti non codificanti associate alla degenerazione maculare umida, ovvero rs1407995, localizzata in un introne del gene DCT, e rs3212351, localizzata nel promotore del gene MC1R. Quest’ultima variante sembra interferire con un sito di legame per il fattore di trascrizione MITF e ridurre l’espressione di MC1R nelle cellule dell’epitelio pigmentato retinico. Il dato su MC1R, tuttavia, non è risultato omogeneo in tutte le popolazioni studiate.

  A differenza di quanto osservato nella coorte finlandese, nella coorte polacca la stessa variante suggeriva infatti un’associazione di tipo protettivo. Secondo gli autori, queste differenze potrebbero essere legate alla variabilità dei tratti pigmentari tra popolazioni diverse. Lo studio ha confermato anche associazioni più consolidate; l’incidenza della degenerazione maculare senile aumentava con l’età in tutte le coorti analizzate, mentre il fumo risultava associato a un incremento del rischio. Sesso e indice di massa corporea, invece, non hanno mostrato associazioni significative. I risultati suggeriscono che i geni della pigmentazione potrebbero entrare nella complessa architettura genetica della degenerazione maculare senile umida, probabilmente attraverso effetti sull’epitelio pigmentato retinico e sui meccanismi di protezione della retina.

  Tuttavia, le differenze osservate tra le coorti indicano che il rapporto tra pigmentazione, genetica e rischio oculare potrebbe variare in base alla popolazione. “Quanto abbiamo rilevato è interessante e biologicamente plausibile, ma necessita di ulteriori conferme in campioni più ampi e geneticamente diversificati. In prospettiva, comprendere meglio il contributo dei geni legati alla pigmentazione potrebbe aiutare a definire con maggiore precisione i profili di rischio della degenerazione maculare senile umida” concludono gli esperti.

Biochem Biophys Rep. 2026 Feb 6:45:102477. doi: 10.1016/j.bbrep.2026.102477. eCollection 2026 Mar

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