. Cos'è l'Hantavirus e come si trasmette all'uomo?
1. Cos'è l'Hantavirus e come si trasmette all'uomo?
Gli Hantavirus sono una famiglia di virus di origine zoonotica, il cui serbatoio naturale è rappresentato da diverse specie di roditori (topi, ratti, arvicole). L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) chiarisce che la trasmissione all'uomo non avviene tramite punture di insetti, ma per via respiratoria: ci si infetta inalando particelle virali presenti nell'aria (aerosol) sollevate dal disseccamento di urine, feci o saliva di roditori infetti. Il contagio diretto da persona a persona è estremamente raro e non riguarda i ceppi virali attualmente circolanti in Europa.
2. Qual è la situazione in Italia? C'è il rischio di un'epidemia?
Le autorità sanitarie confermano che, ad oggi, in Italia non è mai stato documentato alcun caso di infezione autoctona (ossia contratta direttamente sul nostro territorio). La presenza del virus in Europa è limitata soprattutto ai Paesi del Nord e dell'Est. In Italia si sono registrati in passato solo rarissimi casi "di importazione", ovvero persone che hanno contratto il virus viaggiando in aree a rischio, come la penisola balcanica o le zone a ridosso della Slovenia. Non vi è alcun rischio di diffusione epidemica nel nostro Paese.
3. Quali sono i sintomi dell'infezione da Hantavirus?
I sintomi iniziali compaiono solitamente tra le 2 e le 4 settimane dopo l'esposizione e sono simili a quelli di una forte influenza: febbre alta improvvisa, brividi, forte mal di testa, dolori muscolari, nausea e vomito. A seconda del ceppo virale (che varia in base all'area geografica), la malattia può evolvere. In Europa, i ceppi causano generalmente la Febbre Emorragica con Sindrome Renale (HFRS), che nelle forme più serie può compromettere la funzionalità dei reni. Se si avvertono questi sintomi dopo aver frequentato ambienti chiusi in aree endemiche (all'estero), è fondamentale avvisare il proprio medico.
4. Come posso prevenire il contagio se devo pulire cantine, fienili o edifici abbandonati?
Il rischio maggiore si corre in ambienti chiusi e infestati da roditori. Se ci si trova in queste situazioni (in particolare se si viaggia in zone dove il virus è endemico), l'OMS raccomanda regole di prevenzione molto pratiche:
Arieggiare: aprire porte e finestre per almeno 30 minuti prima di sostare in un locale chiuso da tempo.
Non sollevare polvere: evitare assolutamente di spazzare a secco o usare l'aspirapolvere su feci di roditori o nidi.
Umidificare e disinfettare: spruzzare sulle superfici una soluzione di acqua e disinfettante (come la candeggina) prima di pulire, raccogliendo lo sporco con carta assorbente.
Protezione: indossare guanti di gomma e, in ambienti palesemente infestati e polverosi, una mascherina (tipo FFP2) per evitare l'inalazione.