Infarto, si studia farmaco “tre in uno”: agirà su colesterolo, peso e fegato grasso

Infarto, si studia farmaco “tre in uno”: agirà su colesterolo, peso e fegato grasso

di Federico Mereta by:https://www.repubblica.it/salute
Obiettivi puntati su uno specifico enzima, attivo sull’ossido nitrico. Si mira a contrastare il rischio cardiovascolare legato a sovrappeso, colesterolo Ldl elevato e steatosi epatica

06 Gennaio 2026 

Siamo solo all’inizio. E le ipotesi che si riportano sotto sono state testate solamente in laboratorio, quindi ci vorrà tempo prima di arrivare ad un farmaco da impiegare nell’uomo. Ma quanto presenta una ricerca pubblicata su Science Signaling, condotta dagli esperti degli University Hospitals e della Case Western Reserve University di Cleveland coordinati da Jonathan Stamler, apre la strada a prospettiva davvero affascinanti. Bloccando un particolare enzima, infatti, sarebbe possibile agire contemporaneamente su tre meccanismi che, passando attraverso l’azione del tessuto adiposo, aumentano significativamente il rischio di infarto ed ictus. Le prime sperimentazioni hanno mostrato infatti che in laboratorio agendo su questo enzima si può ridurre il colesterolo LDL, diminuire il peso corporeo e trattare la steatosi epatica, con un’azione combinata ed efficace sul tessuto adiposo. Con un’unica terapia, questa almeno è la speranza, si potrebbe quindi affrontare a 360 gradi il dismetabolismo lipidico che mette a rischio il cuore.

Al centro l’ossido nitrico
L'ossido nitrico è fondamentale nell’ambito dell’organismo umano, con particolari effetti che vanno oltre l’attività di vasodilatazione sulle arterie. Influisce infatti sulla non solo sul benessere dell’apparato cardiovascolare, ma anche sul sistema nervoso e sulla risposta immunitaria. Non solo: favorendo la sintesi di mitocondri oltre ad agire sui muscoli può influire positivamente sul colesterolo. Per esercitare i suoi effetti, tuttavia, deve legarsi a proteine: un legame eccessivo o insufficiente dello stesso ossido nitrico a proteine fondamentali può dar luogo a condizioni patologiche. Gli esperti americani hanno scoperto un nuovo enzima (SCoR2) che rimuove l'ossido nitrico dalle proteine ??che controllano l'accumulo di grasso. La rimozione dell'ossido nitrico ha attivato la sintesi dei grassi, dimostrando che SCoR2 è necessario per la produzione di tessuto adiposo.

Il farmaco “tre in uno”
Gli studiosi hanno quindi sviluppato un potenziale farmaco in grado di agire sull’enzima SCoR2. Ed hanno visto che bloccando l’attività enzimatica si può prevenire l’aumento di peso e la sofferenza del fegato nei modelli murini, con un’azione positiva anche sul colesterolo LDL. L’azione combinata di questa potenziale terapia viene spiegata in una nota dell’ateneo dallo stesso Stamler: “nel fegato, l'ossido nitrico inibisce le proteine ??che producono grassi e colesterolo. Nel tessuto adiposo, l'ossido nitrico inibisce il programma genetico che produce gli enzimi che creano il grasso". Insomma, la speranza è quella di disporre per il futuro di una nuova classe di farmaci che previene l'aumento di peso e abbassa il colesterolo, con benefici per il fegato. Siamo comunque ancora all’inizio. Le previsioni parlano ora di un avanzamento della ricerca che dovrebbe portare alla sperimentazione clinica.

Nuove strade per cure integrate
“Lo studio apre una prospettiva estremamente interessante perché si inserisce in un filone ormai ben consolidato: agire sui grandi determinanti metabolici del rischio cardiovascolare con approcci integrati, piuttosto che su singoli fattori isolati – è il commento di Francesco Dentali, Medico Internista, Direttore del Dipartimento di Area Medica, Asst Sette Laghi di Varese e Presidente della Fondazione FADOI”. Negli ultimi anni, in effetti, c’è stata una vera rivoluzione clinica con gli inibitori del SGLT2 (SGLT2i) e gli agonisti del recettore GLP-1 (GLP-1RA), nati per la cura del diabete ma capaci di ridurre in modo significativo eventi cardiovascolari, peso corporeo, scompenso cardiaco e progressione della malattia renale.

 “Si è così dimostrato come la modulazione del metabolismo abbia effetti sistemici profondi – fa sapere l’esperto. Il lavoro su SCoR2 suggerisce un meccanismo ancora diverso ma concettualmente affine: la regolazione della lipogenesi e dell’accumulo di grasso attraverso la modulazione dell’ossido nitrico e della S-nitrosilazione proteica, con effetti contemporanei su tessuto adiposo, fegato e profilo lipidico. In altre parole, un potenziale intervento “a monte” del dismetabolismo lipidico che oggi rappresenta uno dei principali motori del rischio cardiovascolare residuo”. Insomma, anche se siamo ancora in una fase preclinica, e che il passaggio alla sperimentazione nell’uomo richiederà tempo e conferme solide, si aprono nuove vie. “Se queste evidenze verranno confermate, potremmo in futuro disporre di nuove strategie complementari a SGLT2i e GLP-1RA, capaci di affrontare in modo ancora più mirato la triade sovrappeso–dislipidemia–steatosi epatica, che oggi vediamo quotidianamente nei nostri malati cronici affetti da diverse patologie – conclude Dentali”.
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