Uricemia e nutrizione (consigli per controllare la "gotta")

Uricemia e nutrizione (consigli per controllare la "gotta")

La malattia di papi e re diventa   popolare

Cera una volta la gotta, una malattia un tempo considerata quasi esclusiva delle classi agiate (vedi Figura al lato), ma che da molti secoli
flagella lumanit e non solo, visto che probabilmente anche dinosauri carnivori come il T. Rex ne soffrivano. 
Sappiamo da almeno 150 anni che questa dolorosa forma di artrite causata da un eccesso di acido urico che nelle articolazioni precipita (cio si solidifica in forma di cristalli), innescando la classica reazione acuta con tumefazione, rossore e dolore violento nelle articolazioni colpite. 

I cristalli di urato possonoprecipitare anche nei tessuti molli (formando i cosiddetti tofi), e nei reni, dove provocano la formazione di calcoli e, alla lunga, una nefropatia con possibile evoluzione verso linsufficienza renale.
Non si tratta per di un problema che interessa solo reni e articolazioni. 

In questi ultimi anni gli studiosi hanno approfondito il rapporto esistente tra iperuricemia e le cosiddette patologie della civilt come aterosclerosi e le malattie cardiovascolari. 
In effetti liperuricemia accompagna spesso quel grappolo di anomalie come la ridotta tolleranza ai carboidrati, lobesit e lipertensione che viene denominato sindrome metabolica. 

Non a caso, iperuricemia e gotta sono letteralmente esplose negli ultimi decenni proprio in popolazioni in via di sviluppo dove per aumentata rapidamente la disponibilit di cibo e la sedentariet. 

Lo stile di vita moderno il principale responsabile di questa diffusione, basti pensare, ad esempio, che una fiera popolazione di ex-guerrieri e cacciatori come i maori della Nuova Zelanda deve sopportare una prevalenza di iperuricemia del 17% (per capirci, quasi due persone su dieci), contro il 7,5% della popolazione di controllo.
Contrariamente al passato, al giorno doggi iperuricemia e obesit sono maggiormente presenti nelle classi pi disagiate, pi esposte a una
alimentazione di qualit scadente a alla sedentariet. 
Per questi e altri motivi sono sempre pi numerosi gli studi che suggeriscono come liperuricemia vada corretta anche se non sono presenti le classiche manifestazioni articolari come la gotta. Abbiamo farmaci efficaci nel ridurre liperuricemia, ma laspetto nutrizionale fondamentale.

Nutrizione e iperuricemia: non solo un problema di carne
Nellimmaginario popolare la gotta sempre stata associata a un eccessivo consumo di carne e di proteine in generale, ma le cose non
stanno precisamente in questi termini. 
Liperuricemia il risultato di uno squilibrio fra elevata produzione interna di purine (le molecole alla base della produzione di acido urico), e una ridotta eliminazione delle purine stesse. 
Di conseguenza andrebbe ridotta lintroduzione di cibi ad elevato contenuto di purine come frutti di mare, frattaglie, pesce azzurro e carni.
Per forse non tutti sanno che anche i legumi sono estremamente ricchi di purine: le lenticchie, ad esempio, ne contengono quasi tre volte di pi
della carne di vitello. 
Al contrario i latticini, pur ricchi di proteine, avrebbero unazione protettiva nei confronti della gotta. In realt, anche adottando una dieta a bassissimo contenuto di purine (che fra laltro sarebbe estremamente monotona), i risultati non sono un granch: al massimo luricemia viene ridotta di circa 1 mg/dl (i valori normali delluricemia sono compresi fra 3 e 7 mg/dl). invece fondamentale la riduzione drastica dellintroito di vino, birra e qualunque altro genere di alcoolico, visto che lalcool aumenta la produzione di acido urico e ne riduce leliminazione renale. 
La birra risulta particolarmente dannosa perch ricca di purine a causa del suo contenuto in lieviti. invece sempre valido il consiglio di aumentare lapporto di acqua (almeno un litro e mezzo al d), in modo da diminuire il rischio di calcoli renali.
Sul banco degli imputati recentemente salito un nutriente che certa pubblicit spaccia come benefico sempre e comunque: il fruttosio. Il
fruttosio contenuto nel comune zucchero da cucina, ma usato massicciamente anche come dolcificante nellindustria alimentare (si pensi
ad esempio alle bibite gassate o a certi prodotti da forno industriali).
Esiste una relazione precisa fra livelli di acido urico e contenuto di fruttosio nella dieta, che va quindi riportato a livelli ragionevoli. 
In generale si ottengono risultati lusinghieri adottando un regime ipocalorico equilibrato volto a combattere lobesit, condizione clinica frequentemente associata alliperuricemia.

Riassumendo, un regime alimentare volto a combattere liperuricemia deve essere normocalorico (o ipocalorico se si in sovrappeso),
a basso contenuto di purine, e soprattutto, di zuccheri semplici come il fruttosio.

Aggiornamento e Formazione in Diabetologia e Malattie Metaboliche

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