Vaiolo delle scimmie: che cosa c'Ŕ da sapere

Vaiolo delle scimmie: che cosa c'è da sapere

Vaiolo delle scimmie: che cosa c'Ŕ da sapere

Il vaiolo delle scimmie Ŕ una rara malattia infettiva causata da un virus della stessa famiglia del vaiolo, ma meno diffuso e meno grave. 
Si chiama cosý perchÚ si diffonde prevalentemente tra le scimmie e i piccoli roditori dell'Africa centrale e occidentale, e occasionalmente viene trasmesso all'uomo attraverso il contatto diretto con l'animale, la sua saliva o altri fluidi. Il virus del vaiolo delle scimmie fu osservato per la prima volta in alcuni primati di laboratorio nel 1958, mentre il primo caso umano identificato emerse nel 1970 nell'attuale Repubblica Democratica del Congo.

Il 19 maggio 2022 si contavano 33 casi confermati e altri 42 sospetti diffusi tra diversi Paesi (Regno Unito, Portogallo, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Italia, Canada), ma questa Ŕ probabilmente la punta dell'iceberg e si pensa che la diffusione sia in realtÓ molto pi¨ estesa. In Italia si parla al momento di tre casi confermati.

Ci sono giÓ state in passato epidemie molto contenute fuori dall'Africa tutte con un chiaro collegamento a viaggi in Africa e con una diffusione reale molto limitata. Quello di questi giorni Ŕ forse il pi¨ esteso gruppo di casi mai verificatosi in Europa, ma non il pi¨ esteso in assoluto. Tra il 2017 e il 2018 ci sono stati 122 casi in Nigeria e 7 decessi.

SINTOMI: I pazienti colpiti da vaiolo delle scimmie mostrano febbre, brividi, dolori muscolari e stanchezza debilitante, mentre in una seconda fase possono comparire vescicole e pustole con croste simili a quelle della varicella, soprattutto sul viso e nella zona dei genitali.

CONTAGIO: Secondo l'OMS il contagio da uomo a uomo si verifica soprattutto attraverso i droplets (goccioline) respiratori che si depositano in fretta sulle superfici, e quindi con un contatto faccia a faccia ravvicinato e prolungato. Ma il virus pu˛ essere trasmesso anche toccando le lesioni cutanee delle persone infette o materiale contaminato da esse, come asciugamani, abiti o lenzuola.

La maggior parte dei casi nel Regno Unito riguarda uomini che hanno rapporti sessuali con uomini, un fatto che ha portato alcuni a ipotizzare una nuova via di contagio a trasmissione sessuale. Il vaiolo delle scimmie non Ŕ per˛ considerato una malattia sessualmente trasmissibile. Piuttosto, i rapporti sessuali sono per definizione una forma di interazione molto ravvicinata che implica il contatto cutaneo e lo scambio di fluidi respiratori.

Il virus del vaiolo delle scimmie comunque non si trasmette facilmente da persona a persona e - a differenza di quello della covid - non sembra diffondersi in maniera asintomatica. Questo, in base alle informazioni sulle precedenti epidemie: osservando quella attuale si ricaveranno dati pi¨ precisi.

Secondo l'Istituto Superiore di SanitÓ, in genere la malattia si risolve spontaneamente in 1-2 settimane con adeguato riposo e senza terapie specifiche. Tuttavia l'infezione pu˛ avere un decorso pi¨ grave, soprattutto nei bambini.

In Africa esistono due ceppi di virus del vaiolo delle scimmie: quello del Congo, letale in una persona ogni 10 che contraggono la malattia, e quello dell'Africa occidentale, letale in un caso ogni 100 riportati. Finora nel Regno Unito Ŕ stato individuato soltanto il secondo tra i due ceppi, mentre per gli altri Paesi non Ŕ ancora disponibile un sequenziamento. Se si considera che i sintomi lievi e comuni della malattia possono dar luogo a molti casi non identificati, la letalitÓ risulta molto pi¨ bassa rispetto a queste statistiche.

Contro il vaiolo delle scimmie esistono farmaci antivirali di recente approvazione, come il Tecovirimat, che blocca la trasmissione cellulare del virus e che funziona anche contro il vaiolo (malattia che fortunatamente abbiamo giÓ eradicato). C'Ŕ anche giÓ a disposizione un vaccino a virus attenuato approvato negli USA e chiamato Jynneos (o Imvanex o Imvamune), destinato finora alle persone con HIV o altre compromissioni immunitarie che abbiamo almeno 18 anni.

Le persone abbastanza in lÓ con gli anni da essere state vaccinate contro il vaiolo dovrebbero godere di una parziale protezione contro il vaiolo delle scimmie. In Italia, questa vaccinazione Ŕ stata sospesa nel 1977 e definitivamente abrogata nel 1981. Nel Regno Unito si stanno offrendo vaccini alle persone ritenute contatti stretti dei casi confermati, per arginare la diffusione del virus sul nascere.

TRATTO DA FOCUS 
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