Con 'mini-scosse' al cervello si impara a vedere meglio

Con 'mini-scosse' al cervello si impara a vedere meglio

Vedere meglio
Pi ci si esercita, meglio si impara a suonare. Lo stesso vale per la vista: con la pratica, si pu imparare a vedere meglio. E questo anche nel caso di pazienti che hanno subito una perdita della vista per un trauma o un ictus. Il problema che l'apprendimento spesso richiede molto allenamento, e dunque tempo. Ma cosa succede se il processo pu essere accelerato? A scoprire un sistema hi-tech ed indolore per accelerare i risultati un team internazionale di cui fa parte la scienziata tricolore Lorella Battelli dell'Istituto italiano di tecnologia (Iit), assistente alla Harvard Medical School, ed primo autore Florian Herpich, giovane ricercatore dell'Iit. Il team ha scommesso sulla stimolazione cerebrale, scoprendo che un particolare tipo di 'mini-scosse' non invasive influenza la percezione e la memoria visiva in soggetti sani e con danno cerebrale.
I risultati, pubblicati sul 'Journal of Neuroscience', potrebbero aprire la strada a una serie di tecniche per migliorare le capacit di apprendimento, ma anche per favorire il recupero della vista in chi ha subito un trauma o un ictus. L'apprendimento difficile e spesso richiede molto tempo, spiegano Duje Tadin e Krystel Huxlin dell'University of Rochester, "perch dopo la prima infanzia il nostro cervello diventa meno plastico". La capacit del cervello di cambiare e riorganizzarsi diminuisce man mano che una persona invecchia, quindi imparare nuovi compiti o riapprenderli dopo aver subito una lesione cerebrale diventa pi difficile".
Per capire se e come l'apprendimento percettivo visivo poteva essere accelerato, i ricercatori hanno sottoposto "a un gruppo di 45 giovani partecipanti un compito al computer", racconta Lorella Battelli, raggiunta negli Usa dall'Adnkronos Salute. In una seconda fase i volontari sono stati divisi in 4 sottogruppi, sottoposti a diversi tipi di stimolazione cerebrale in aree differenti, mentre eseguivano lo stesso test: ogni stimolazione prevedeva l'applicazione di una corrente elettrica non invasiva applicata alla corteccia visiva, tranne in un caso in cui lo stimolo era fittizio. I ricercatori hanno scoperto cos che un particolare tipo di 'mini-scossa' (chiamata stimolazione transcranica a rumore casuale Trns), ha avuto effetti notevoli sui partecipanti.
"Tutti i gruppi hanno migliorato con la pratica, ma il gruppo che si allenato con la Trns migliorato il doppio ed stato in grado di imparare il compito meglio degli altri", afferma Battelli. Sorprendentemente, i ricercatori hanno anche scoperto che quando hanno riesaminato i partecipanti sei mesi dopo, "i miglioramenti erano ancora presenti". Il team, ha poi esteso lo studio in Trentino su 5 pazienti che avevano subito un ictus o un'altra lesione traumatica al cervello che aveva colpito la corteccia visiva, rendendoli parzialmente ciechi ("tre sono stati sottoposti a stimolazione attiva e due a stimolazione fittizia di controllo").
Anche in questo caso la tecnica si rivelata utile, e anzi i ricercatori hanno registrato un risultato dopo soli 10 giorni di 'allenamento' con stimolazione. Cosa che non si verificata nel gruppo di controllo. "Si tratta di una stimolazione non invasiva totalmente sicura. La bellezza di questa terapia combinata sta nella rapidit del training - conclude Battelli - Quando lavori con pazienti con ictus capisci che c' una grande fluttuazione nella loro capacit di restare concentrati. Dunque un allenamento che breve ed efficace rappresenta un grande vantaggio". Il team ha gi avviato la domanda di brevetto per la tecnica.Fonte: AdnKronos
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