Articoli scientifici - novità in oftalmologia

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High-speed volumetric imaging of cone photoreceptors with adaptive optics spectraldomain optical coherence tomography


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High-speed volumetric imaging of cone photoreceptors with adaptive optics spectraldomain optical coherence tomography


Area Tematica : oct

Advanced Imaging for Glaucoma Study


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Advanced Imaging for Glaucoma Study


Area Tematica : glaucoma

Blood flow velocity quantification using splitspectrum amplitude-decorrelation angiography with optical coherence tomography


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Blood flow velocity quantification using splitspectrum amplitude-decorrelation angiography with optical coherence tomography


Area Tematica : cataratta

Glaucoma Referral and Safe Discharge


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Glaucoma Referral and Safe Discharge


Area Tematica : glaucoma

Improvement in specific function-related quality-of-life concerns after strabismus surgery in nondiplopic adults


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Improvement in specific function-related quality-of-life concerns after strabismus surgery in nondiplopic adults


Area Tematica : strabismo

Glaucoma Opinion


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Glaucoma Opinion


Area Tematica : glaucoma

Cataratta, arriva la chirurgia a bassa pressione


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Cataratta, arriva la chirurgia a bassa pressione


Area Tematica : cataratta

Reducing pseudophakic ametropia to drive improved refractive IOL outcomes


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Reducing pseudophakic ametropia to drive improved refractive IOL outcomes


Area Tematica : cataratta

Applying Ultra-Widefield Angiography in Diabetes and Other Inflammatory Diseases


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Applying Ultra-Widefield Angiography in Diabetes and Other Inflammatory Diseases


Area Tematica : retinopatie

The Clinical Utility of Ultra-Wide-Field Imaging


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The Clinical Utility of Ultra-Wide-Field Imaging


Area Tematica : retinopatie

The impact of cataract surgery stress on ocular inflammation and refractive cataract outcomes


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The impact of cataract surgery stress on ocular inflammation and refractive cataract outcomes


Area Tematica : cataratta

Update on the latest in refractive cataract techniques and technologies


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Update on the latest in refractive cataract techniques and technologies


Area Tematica : cataratta

WaveLight Refractive Suite: A game changer

Offering a new generation of patients an advanced form of LASIK As the economy begins to improve, consumers are showing renewed interest in refractive surgery procedures. 

LASIK volumes have increased, particularly in the target population of Generation Y or Millennials. These are patients who value a “no nonsense” approach. They want facts, they want speed, and they want results. The WaveLight* Refractive Suite (Alcon, Fort Worth, Texas) is particularly well suited to address these patients’ requirements—it pairs the fastest commercially available excimer laser in the U.S., the EX500, with the fastest commercially available femtosecond laser, the FS200.


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WaveLight Refractive Suite: A game changer


Area Tematica : cornea

Update on the latest in refractive cataract techniques and technologies


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Update on the latest in refractive cataract techniques and technologies


Area Tematica : cataratta

Reducing pseudophakic ametropia to drive improved refractive IOL outcomes


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Reducing pseudophakic ametropia to drive improved refractive IOL outcomes


Area Tematica : cornea

Advanced tear film testing: Evidence-based diagnosis and improved patient treatment


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Advanced tear film testing: Evidence-based diagnosis and improved patient treatment


Area Tematica : cataratta

Offering a new generation of patients an advanced form of LASIK


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Offering a new generation of patients an advanced form of LASIK


Area Tematica : cataratta

Inflammation and success in refractive cataract surgery


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Inflammation and success in refractive cataract surgery


Area Tematica : cataratta

Reducing pseudophakic ametropia to drive improved refractive IOL outcomes


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Reducing pseudophakic ametropia to drive improved refractive IOL outcomes


Area Tematica : cataratta

The status of dry eye care in surgical practices


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The status of dry eye care in surgical practices


Area Tematica : congiuntiva

Advanced Tear Film Testing


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Advanced Tear Film Testing


Area Tematica : congiuntiva

Esami preliminari per intervento di cataratta e chirurgia refrattiva

Approvato dalla Società Oftalmologica Italiana – giugno 2004

Il Consiglio Direttivo SOI delibera l’elenco degli esami oculistici preliminari consigliati per interventi 
della cataratta e chirurgia rifrattiva per qualsiasi struttura Pubblica o privata (convenzionata o accreditata). 
 
Per l’intervento di cataratta, eseguita con qualsiasi tecnica e qualsiasi strumento: 
a) visita oculistica completa (comprendente anamnesi, refrazione, visus corretto, tonometria, esame 
degli annessi e del segmento anteriore). 
b) Biomicroscopia corneale (che comprende esame alla lampada a fessura, conta endoteliale). 
Oftalmoscopia (che comprende l’oftalmoscopia propriamente detta quando è possibile esplorare il 
fondo oculare, altrimenti esami per valutare la funzionalità e posizione della retina come 
elettroretinografia e l’ecografia. 
c) Ecobiometria oculare (indispensabile per calcolare il potere della lente intraoculare da 
impiantare). 
 
Per la chirurgia rifrattiva con laser ad eccimeri : 
a) visita oculistica completa (comprendente anamnesi, refrazione, visus corretto, tonometria, esame 
degli annessi e del segmento anteriore). 
b) Pupillometria (lo strumento a disposizione del centro). 
c) Oftalmoscopia (che comprende l’oftalmoscopia propriamente detta per una valutazione della 
papilla e del fondo oculare). 
d) Pachimetria oculare (per accertare la fattibilità della correzione con il laser). 
d) Topografia corneale (per accertare eventuali situazioni o conformazioni corneali controindicanti 
l’intervento). 
e) Aberrometria (necessaria per i laser che hanno in dotazione un programma di ablazione 
personalizzata). 


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Esami preliminari per intervento di cataratta e chirurgia refrattiva


Area Tematica : chirurgia oftalmica

Linee Guida Assistenza Anestesiologica In Chirurgia Oftalmica

Assistenza Anestesiologica in Chirurgia Oftalmica

Linee Guida SOI – AAROI Approvate dalla Società Oftalmologica Italiana nell'anno 2006
e aggiornate a Febbraio 2010

La SOI (Societa' Oftalmica Italiana) e l'AAROI (Associazione Anestetisti Rianimatori Ospedalieri Italiani) in relazione alle modalita' ed alla qualita' dell'assistenza anestesiologica in corso di chirurgia oftalmica, pubblicano il seguente documento come linne guida congiunte, studiate da una  apposita commissione mista...


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Linee Guida Assistenza Anestesiologica In Chirurgia Oftalmica


Area Tematica : chirurgia oftalmica

Linee guida per lo screening, la diagnostica e il trattamento della retinopatia diabetica in Italia

La retinopatia diabetica è la più importante complicanza oculare del diabete mellito e costituisce nei paesi industrializzati, la principale causa di cecità legata tra i soggetti in età lavorativa.


I sintomi ad essa correlati spesso compaiono tardivamente, quando le lesioni sono già avanzate, e cio' sovente limita l'efficacia del trattamento....


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Linee guida per lo screening, la diagnostica e il trattamento della retinopatia diabetica in Italia


Area Tematica : retinopatie

Opacamento delle lenti intraoculari

Approvato dalla Società Oftalmologica Italiana marzo 2008 
 
L’opacamento delle lenti intraoculari (IOL) impiantate durante l’intervento di cataratta è 
una seria complicanza di questa chirurgia poiché può richiedere una nuova e complessa 
procedura chirurgica di asportazione della IOL difettosa ed impianto di una nuova IOL. 
 
IOL a rischio di opacamento 
Le IOL per le quali è stato segnalato questo problema sono le IOL acriliche idrofile. Tra 
queste quelle più frequentemente coinvolte sono: 
- Hydroview H60M, Storz-Bausch & Lomb 
- MemoryLens, CIBA Vision 
- AquaSense, Ophthalmic Innovation 
- SC60B-OUV, Medical Developmental Research 
Sono stati segnalati casi di opacamento di IOL in silicone in una particolare condizione 
oculare. 
 
Processo di opacamento 
L’opacamento delle IOL è dovuto alla formazione di depositi prevalentemente di calcio 
e fosforo sulla superficie della lente o all’interno della lente. Insieme a questi depositi 
sono stati anche individuati sulla superficie di alcune IOL depositi di idrossiapatite e, in 
particolari condizioni, di cristalli di octacalcio fosfato. 


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Opacamento delle lenti intraoculari


Area Tematica : cataratta

Definizioni, modalita' e tempistiche intervento di cataratta

SOI _ Societa' Oftalmologica Italiana

Definizioni, modalità e tempistiche delle varie attività oftalmiche sono uno strumento 
indispensabile: 
• per ottimizzare i processi organizzativi della struttura sanitaria presso cui l’oftalmologo 
eroga le prestazioni sanitarie 
• per tutelare l’oftalmologo da Amministrazioni di strutture sanitarie che, troppo spesso, 
richiedono la riduzione dei tempi per le prestazioni specialistiche solo per mere esigenze di 
bilancio 
• per fornire un orientamento utile alle strutture sanitarie per offrire ai cittadini non solo 
prestazioni in tempi più brevi ma, soprattutto, di qualità 
• per creare le premesse per l’apertura di spazi lavorativi per i colleghi più giovani, in quanto 
l’unica strada concreta per far fronte all’enorme richiesta di prestazioni specialiste 
oculistiche è aumentare il numero degli specialisti e non costringere gli specialisti già in 
attività a ridurre i tempi di svolgimento delle prestazioni 
• per tutelare la salute ed il decoro professionale dell’oftlamologo e garantire al paziente 
sempre prestazioni al massimo della efficienza 
Dopo la stesura del documento sulle visite oculistiche ambulatoriali, il Comitato Tecnico Scientifico 
si è concentrato su definizione, modalità e tempi della chirurgia della cataratta.
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Definizioni, modalita' e tempistiche intervento di cataratta


Area Tematica : cataratta

Iniezione di Farmaci per via Intravitreale

SOI - Societa' Oftalmolocica Italiana


La via intravitreale rappresenta una importante e privilegiata via di somministrazione di 
farmaci che, per le caratteristiche del bulbo oculare, necessita di una procedura paragonabile a 
quella di un intervento chirurgico. Oltre alle possibili complicanze legate alla procedura di 
somministrazione si devono considerare le possibili complicanze locali e sistemiche correlate 
alla tipologia dei farmaci iniettati. I farmaci più comunemente usati per via intravitreale 
possono richiedere somministrazioni ripetute con cadenze anche mensili, per periodi a volte 
superiori ad un anno. 
SOI ha attivato fin dal 2007 un documento Linee Guida inerente le IV, collegato con la 
copertura assicurativa dedicata all’utilizzo di farmaci Off Label, con l’intento di tutelare 
medici e pazienti, ponendosi l’obiettivo di una riduzione del il numero di incidenti/anno 
collegabili alla procedura. 
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Iniezione di Farmaci per via Intravitreale


Area Tematica : difetti di vista

Prevenzione della endoftalmite postoperatoria

SOI - Società Oftalmologica Italiana

L’endoftalmite è una rara complicanza della chirurgia oculare spesso associata ad una grave e 
permanente riduzione della capacità visiva. 
Circa il 90% delle endoftalmiti si sviluppa dopo chirurgia della cataratta e un recente studio di 
metanalisi indica un incremento di questa complicanza negli ultimi 20 anni. 
Il principale fattore di rischio per lo sviluppo di endoftalmite sembra essere l’integrità della ferità 
chirurgica. 
Nella chirurgia della cataratta sembra che il tunnel in cornea chiara non suturato abbia un maggiore 
rischio di endoftalmite. 
Nella vitrectomia l’uso di tecniche mininvasive (23 e 25 g senza sutura) è associato ad un maggiore 
rischio di endoftalmite rispetto alla tecnica standard in 20 g con sutura. 
L’endoftalmite è fortemente associata alle iniezioni intravitreali per le quali la SOI ha già 
pubblicato delle raccomandazioni. 
La cheratoplastica perforante, la trabeculectomia e gli impianti drenanti hanno un rischio di 
endoftalmite superiore alla chirurgia della cataratta. In particolare la trabeculectomia con uso di 
agenti antimitotici. 

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Prevenzione della endoftalmite postoperatoria


Area Tematica : cataratta

IOL Station


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IOL Station


Area Tematica : difetti di vista

Cataratta

Can improved ocular surface care really impact cataract and
refractive surgery outcomes?


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Cataratta


Area Tematica : cataratta

Film Lacrimale

Advanced tear film testing: Evidence-based
diagnosis and improved patient treatment


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Film Lacrimale


Area Tematica : congiuntiva

IL DANNO RETINICO

IL DANNO RETINICO

La retina umana nelle normali condizioni di vita è sottoposta ad irradianze di 10-4 W cm2, mentre l’osservazione diretta del sole porta l’irradianza a 10W cm2, cioè 100.000 maggiore (Marshall). Una relazione causale fra alcuni tipi di danni retinici e l’osservazione del sole è stata sospettata da molto tempo e si è perfino scritto che la funzione visiva di Galileo avesse sofferto per le ripetute osservazioni astronomiche (Sliney e Wolbarsht ) dato che la pupilla d’entrata dell’occhio che guarda attraverso un telescopio è molto maggiore che nell’occhio nudo. Questi danni furono inizialmente attribuiti ad una coagulazione termica, ma oggi si sa che l’aumento di temperatura a cui va incontro la retina è bassa, normalmente contenuta entro i 4°C se la pupilla si è ristretta come di norma a diametri non superiori a 3mm (White e coll.). Però già una pupilla di 7mm, come potrebbe verificarsi durante le osservazioni delle eclissi, può fare aumentare la temperatura di oltre 22° e quindi addirittura al di sopra di quella che si verifica in seguito a trattamenti laser, per i quali il danno termico è denunciato dall’immediato sbiancamento della retina trattata in piccoli focolai. L’aumento di temperatura si accresce se l’esposizione si prolunga, ma non in maniera sostanziale dato che il calore prodottosi viene smaltito dalla circolazione coroideale. La possibilitá che l’UV sia la responsabile di lesioni retiniche al polo posteriore è andata crescendo dopo l’osservazione fatta nel 1902, in saldatori con l’arco elettrico di una retinopatia, simile a quella da eclisse, che spesso finiva con un foro maculare (Naidoff e Sliney). In queste condizioni l’innalzamento della temperatura a livello retinico è trascurabile mentre potrebbe non essere trascurabile quello del globo oculare in toto. E’ possibile che l’aumento di temperatura favorisca l’insorgenza del danno fotochimico (White e coll.). Se il danno fotochimico è principalmente prodotto da radiazioni a lunghezza d’onda breve, specialmente UV, si potrebbe pensare che la retina, situata dietro i mezzi diottrici e soprattutto dietro il cristallino che assorbe gli UV, non dovrebbe accusare danni indotti da questo meccanismo. D’altra parte la stessa retina è in qualche modo protetta da queste radiazioni dalla xantofilla presente negli strati plessiformi interno ed esterno, non solo capace di assorbire l’UV ed il visibile di più breve lunghezza d’onda ma anche di proteggere dai danni attivati dall’ossigeno (Kirschfeld). Questa idea è sbagliata poiché, anche se solo una piccola parte di fotoni UV-A raggiunge la retina essi possono comunque iniziare il fenomeno che porterá al danno, data la loro elevata energia (Mellerio). Si ritiene che ci siano due classi di danno fotochimico alla retina; i due tipi sono chiamati molto semplicemente di tipo 1 e di tipo 2. Il danno di tipo 1 si verifica dopo lunghe esposizioni (ore o anche giorni) a irradianze non elevate e si manifesta inizialmente su ampie zone della retina a livello dei fotorecettori. Questo tipo di danno è stato descritto per la prima volta da Noell e coll. nei ratti esposti per qualche ora al giorno alla luce di una semplice lampada fluorescente. I primi elementi di un fotorecettore ad essere attaccati sono le lamelle nei segmenti esterni dei coni che sono molto più sensibili dei bastoncelli a questo danno, dopo l’esposizione di un solo giorno a lampade fluorescenti (Marshall, Mellerio e Palmer). Caratteristico è l’aspetto "tarmato" delle membrane fosfolipidiche che la perossidazione lipidica ha prodotto, molto probabilmente sensibilizzata da un sensibilizzatore retinico endogeno, che con tutta probabilitá è la stessa rodopsina o pigmento visivo (van Norren e Schellekens , Rapp e coll.). Questo tipo di lesione può tradursi in una cecitá per i colori (Horwerth e Sperling). È qui opportuno ricordare che Arden e coll. hanno osservato che gli oculisti che lavorano molto con l’argon laser (verde-bleu) sviluppano un’alterazione della visione dei colori (tritanomalia). Il danno di tipo 2 richiede esposizioni di più breve durata ma di elevata irradianza. La lesione è più localizzata (Ham e coll. Kremers, van Norren). Per queste irradianze il pigmento visivo è rapidamente sbiancato ed allontanato dai fotorecettori verso l’epitelio pigmentato. Si ritiene pertanto che questo tipo di danno abbia origine nell’epitelio pigmentato retinico e che possa essere sensibilizzato da qualche prodotto dello sbiancamento dei fotorecettori (Rapp e coll.). Ham e coll. ha misurato lo spettro d’azione del danno e ha dimostrato che esso aumentava la sua sensibilitá con il ridursi della lunghezza d’onda della luce. Di conseguenza questo danno di tipo 2 è a volte conosciuto come "danno Ham" o "da luce blu". È stato suggerito che la melanina sia il sensibilizzatore iniziale, ma anche lo spettro del danno da luce blu non si avvicina neanche lontanamente allo spettro d’assorbimento della melanina per la captazione dell’ossigeno o per l’assorbimento della melanina in soluzione (Sarna e Sealy ). Nel danno da luce blu Rapp e coll., giá citati suggeriscono che gli enzimi mitocondriali possano agire da sensibilizzatori. Questi organelli infatti si rigonfiano precocemente. Infine è da tenere presente che si sostiene che un elevato contenuto di ossigeno anche respiratorio accelera la comparsa ed aumenta la gravitá del danno (Jaffe e coll.)

DEGENERAZIONE MACULARE LEGATA ALL’ETÀ

Il danno che le radiazioni possono provocare alla retina è, a differenza dei danni arrecati ad altre strutture oculari, in larga misura irreversibile e comunque, almeno fino ad ora, non sicuramente trattabile.

Questo danno retinico è massimo proprio nel centro della retina, cioè nella macula. Tale comportamento è stato dimostrato sia sperimentalmente che clinicamente, ma le ragioni non sono chiare. Infatti le peculiaritá anatomiche della retina in regione maculare appaiono poco o per nulla determinanti, dato che il danno da luce ha questa localizzazione preferenziale anche in specie animali sprovviste di una macula anatomicamente differenziata. Si ritiene che la zona centrale della retina sia investita da una quantitá maggiore di radiazioni per motivi ottici.

Gli effetti dannosi della luce degli strumenti di esplorazione dell’occhio e dei microscopi operatori sono ormai ben documentati e si vanno sviluppando sistemi di protezione da questi danni. Viceversa sembra che la risposta alla domanda se la luce produce un danno a lungo termine alla retina negli esseri umani rimanga aperta. L’evidenza epidemiologica suggerisce che non sia così, mentre gli studi di laboratorio e altri lavori sollevano dubbi e sospetti sull’esposizione a lungo termine come fattore causativo.

Tra queste malattie, per le quali si suppone una certa influenza dell’esposizione alla luce, vi è la degenerazione maculare dovuta all’etá. Essa deteriora la vista perché aggredisce soprattutto la retina maculare e quindi il centro del campo visivo, dove l’acutezza visiva è massima; il punto di fissazione è oscurato da un’area cieca.

La perdita della vista avviene perchè le cellule visive, coni e bastoncelli, degenerano e muoiono nella regione maculare della retina. Come per la cataratta, la degenerazione maculare è il risultato finale di un processo di deterioramento durato per decadi, e quindi la sua diffusione aumenta con l’etá.

Dopo i 75 anni, c’è un 30% di possibilitá di menomazione visiva dovuto a questa malattia (Young) e circa il 46-50% dei pazienti anziani diventati ciechi lo sono per degenerazione maculare legata all’etá. (Gibson e coll.) Non si può far nulla per restituire la vista alle persone colpite da questa malattia; lo scotoma centrale è permanente.

Il deterioramento avviene più rapidamente negli strati esterni della retina posti centralmente, nello strato delle cellule epiteliali pigmentate e nei coni e bastoncelli adiacenti. Cominciando fin dalla giovane età, residui di molecole assemblate in modo incompleto, chiamate "lipofuscina", cominciano ad accumularsi nelle cellule epiteliali pigmentate. La lipofuscina deriva dai substrati di cellule che sono state danneggiate così gravemente da essere inassimilabili.

Col passare degli anni, le cellule diventano congestionate da questi sacchi di molecole denaturate e cominciano a liberare escrezioni anomale dalla loro superficie basale. Questi prodotti di scarto anomali producono una distorsione meccanica, un’interferenza con lo scambio di fluidi e di metaboliti fra retina e coroide, ed una ridotta adesione cellulare.

Infine, entro alcuni anni, la funzione visiva comincia ad essere disturbata; la vista è persa quando le cellule dei fotorecettori muoiono. Questa morte è un effetto secondario risultante dalla morte delle cellule epiteliali pigmentarie da cui dipendono, o dalle conseguenze distruttive dei vasi sanguigni che invadono gli anomali depositi extra cellulari. Sono state identificate 3 cause di deterioramento della retina; esse sono le stesse di quelle che producono il deterioramento del cristallino: calore, ossigeno e luce solare, con una piccola ma significativa differenza rispetto al cristallino. Nel caso della retina, è la radiazione visibile ad alta energia (HEV – Higt Energy Visible), piuttosto che la ultravioletta, ad essere responsabile degli effetti deleteri della luce solare. Questo non perché i fotoni UV non siano pericolosi, anzi sono i più pericolosi ma in condizioni fisiologiche con il passare degli anni sono ancora di più assorbiti dalla cornea e dal cristallino e normalmente non raggiungono la retina; tuttavia, se il cristallino viene rimosso (come in una operazione di cataratta) e non sostituito con una IOL UV blocking la radiazione UV può colpire la retina ed essere ancora più dannosa della radiazione visibile ad alta energia (HEV) (Cech e coll., Stamler e coll., Werner e coll.). È da dire però che questa maculopatia che potrebbe anche essere chiamata sperimentale ha una tendenza spontanea verso la guarigione dopo qualche mese dall’inizio (Lindquist e coll.) I fotoni con l’energia più alta che penetrano fino alla retina sono percepiti come di colore "violetto", come l’energia diminuisce, il violetto si mescola al "blu". È questa componente violetta blu della luce solare che è dannosa per la retina, il resto dello spettro solare è innocuo. Studi sperimentali hanno dimostrato il perché la retina esterna sia così soggetta al danno da radiazione visibile ad alta energia: ciò è dovuto principalmente all’alta concentrazione di ossigeno, ai densi strati di lipidi sensibili all’ossidazione, e alla presenza di molecole pigmentate che intrappolano i fotoni. Come anche nota è la ragione per cui la distruzione molecolare comincia al confine con il "blu": questo è il primo livello di energia del fotone in cui diviene possibile l’eccitazione elettronica. Gli individui con occhi molto pigmentati hanno un minore rischio di degenerazione maculare; infatti la melanina assorbe le radiazioni e le dissipa come calore.

I soggetti con cataratta sono anch’essi a basso rischio: il loro cristallino assorbe e dissipa ancor di più i fotoni blu/violetti. Studi condotti su soggetti esposti a condizioni di forte luminosità come lo furono i prigionieri di guerra nel Sud-Est asiatico (Young), e quali i pescatori (Taylor e coll.) confermano che il rischio di degenerazione maculare legata all’etá aumenta con la durata dell’esposizione alla luce solare. Anche se si ammette che la luce sia un fattore se non casuale almeno di rischio per la degenerazione maculare dovuta all’etá non è chiaro se questa malattia vada considerata come un danno di tipo I data la lunga durata della esposizione per anni e decenni o piuttosto di tipo II, data la dichiarata maggiore pericolositá delle radiazioni UV. (Mellerio).

Come prova indiretta al rapporto tra esposizione alle radiazioni e danno retinico (con particolare riferimento alla degenerazione maculare correlata con l’etá) sta il fatto che l’abbondanza di melanina, presente nei tessuti oculari diminuisce la probabilitá di andare incontro a tale affezione.

In uno studio condotto da Weitter e Coll. (1985) su 650 soggetti affetti da degenerazione maculare cosiddetta "senile" è stato osservato che il 76% dei soggetti affetti presentavano iride chiara ed il 57% capelli chiari.

Queste frequenze, paragonate ad un gruppo di controllo, evidenziano una correlazione statisticamente significativa tra prevalenza della degenerazione maculare e colore dell’iride.

Studi epidemiologici hanno inoltre confermato che la degenerazione maculare correlata con l’etá è prevalente nella razza bianca rispetto alla razza nera. È stato precedentemente segnalato che le radiazioni assorbite dal cristallino giuocano un ruolo nel determinismo della cataratta correlata con l’etá. È però sorprendente come questa situazione finisca con l’esercitare un ruolo protettivo nei confronti della retina. Esistono studi documentati dai quali risulta che in presenza di opacitá del cristallino, e particolarmente di opacitá nucleari l’incidenza della degenerazione maculare correlata con l’etá è decisamente inferiore. In uno studio condotto da Gjessing nel 1953 in Norvegia, su una popolazione di 8694 individui di etá superiore ai 55 anni per complessivi 17314 occhi, la frequenza di alterazioni maculari è nettamente inferiore nei soggetti affetti da alterazione della trasparenza del cristallino.

La lettura del grafico ci permette di fare una interessante considerazione: le radiazioni assorbite dal cristallino concorrono nel determinismo della cataratta correlata con l’etá, tali opacitá tuttavia, accrescendo le capacita filtranti del cristallino stesso per le radiazioni a bassa lunghezza d’onda costituiscono una ulteriore protezione per la retina. da www.intercast.it   


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IL DANNO RETINICO


Area Tematica : maculopatie

Occhio Secco

Rassegna completa sulla sindrome dell'occhio secco.


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Occhio Secco


Area Tematica : cornea

La piramide delle evidenze

La valutazione degli studi.


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La piramide delle evidenze


Area Tematica : prevenzione

La visione

Presentazione sul sistema visivo.


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La visione


Area Tematica : nervo ottico

Case Study: PDR

A 70-year-old female had been successfully treated for high risk proliferative diabetic retinopathy with targeted photocoagulation to areas of ischemic retina. Treatment was guided by ultra-widefield angiography.


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Case Study: PDR


Area Tematica : retinopatie

Case Study: NPDR

We recently had the opportunity to evaluate the Optos® ultra-widefield imaging device in our teaching hospital. Since installation we have been impressed by the image quality and additional value it has brought.We present below a case study demonstrating the value of Dynamic Ultra-widefield Fluorescein Angiography offered by the Optos® device in patients with Diabetic Retinopathy.


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Case Study: NPDR


Area Tematica : retinopatie

Case Study: AMD

Duke University Eye Center has been using the Optos® ultra-widefield scanning laser ophthalmoscope since September 2006.


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Case Study: AMD


Area Tematica : retinopatie

AMD

Repotr su AMD


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AMD


Area Tematica : patologie maculari

Interferenza diffrazione e polarizzazione

Interferenza e diffrazione.


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Interferenza diffrazione e polarizzazione


Area Tematica : difetti di vista

Diffrazione

Trattazione sulla diffrazione.


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Diffrazione


Area Tematica : difetti di vista

La diffrazione ed il disco di Airy

Diffrazione e disco di Airy


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La diffrazione ed il disco di Airy


Area Tematica : difetti di vista

Difetti Visivi

Prospetto dei difetti visivi.


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Difetti Visivi


Area Tematica : difetti di vista

Notizie di ottica fisica

Notizie di interesse per Ottica fisica.


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Notizie di ottica fisica


Area Tematica : difetti di vista

Ottica

Utilità per notizie ed approfondimenti su argomenti di Ottica.


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Ottica


Area Tematica : difetti di vista

Il trattamento della neovascolarizzazione coroideale nella degenerazione maculare miopica

La miopia patologica (PM) è una delle cause principali di diminuzione visiva nel mondo tra i 20 e i 50 anni di età. La prevalenza della PM varia tra il 2 e il 9% ed è in relazione alla razza e all’età della popolazione. La sua prevalenza è alta specialmente nell’Asia ed in relazione alla scolarità.


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Il trattamento della neovascolarizzazione coroideale nella degenerazione maculare miopica


Area Tematica : miopia

Nuove Tecniche di Fotocoagulazione Laser

Il termine “laser” è un acronimo di Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation. Il laser è un dispositivo in grado di emettere un fascio di luce coerente, monocromatica e con scarsa divergenza. Pertanto, le onde luminose si trovano nella stessa fase, hanno una sola lunghezza d’onda e possono essere concentrate in un fascio sottile. Il laser è dotato di coerenza spaziale e coerenza temporale. Grazie a tali caratteristiche è possibile ottenere degli spots di dimensioni ridotte nei tessuti patologici da fotocoagulare inducendo un danno minimo nei tessuti sani circostanti; vi è inoltre la possibilità di trattare tessuti diversi, variando la lunghezza d’onda del fascio, individuando quella che è preferenzialmente assorbita dal tessuto bersaglio


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Nuove Tecniche di Fotocoagulazione Laser


Area Tematica : fotocoagulazione

Le Neoplasie Maligne e Bennigne

Il contenuto e le informazioni della presente pagina sono integralmente derivate dal sito www.uveiti.it a cura del dott. Giulio Modorati - Responsabile del Servizio di Oncologia ed Immunopatologia Oculare dell' Ospedale San Raffaele di Milano


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Le Neoplasie Maligne e Bennigne


Area Tematica : tumori oculari

Up-to-date: microperimetria e applicazioni nella gestione delle patologie maculari

L’analisi funzionale della macula è rappresentata dalla studio semeiologico delle diverse componenti della funzione visiva. La quantificazione dell’acuita’ visiva è la prima tappa di questa valutazione, ma lo studio funzionale non deve fermarsi a questo importante ma grossolano parametro. Lo studio microperimetrico fornisce delle informazioni importanti da integrare con l’AV per studiare in maniera più precisa la funzione maculare. La Microperimetria combina la retinografia (fundus photography) con la perimetria computerizzata (computerized perimetry) in un unico strumento creando una nuova tipologia di esame (microperimetry o fundus-related perimetry).


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Up-to-date: microperimetria e applicazioni nella gestione delle patologie maculari


Area Tematica : patologie maculari

Tabella dei controlli medico-oculistici

La visita medico-oculistica permette non solo la diagnosi di anomalie refrattive e di patologie oculari, ma evidenzia, attraverso sintomi oculari numerose turbe della salute generale: malattie del ricambio, malattie renali, del sistema nervoso, del sangue, diabete, arteriosclerosi, ipertensione, cardiopatie.


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Tabella dei controlli medico-oculistici


Area Tematica : prevenzione

Occhio Rosso

come comportarsi e quando preoccuparsi


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Occhio Rosso


Area Tematica : congiuntiva

Optical coherence tomography

Optical coherence tomography (OCT) is an optical signal acquisition and processing method. It captures micrometer-resolution, three-dimensional images from within optical scattering media (e.g., biological tissue). Optical coherence tomography is an interferometric technique, typically employing near-infrared light. The use of relatively long wavelength light allows it to penetrate into the scattering medium. Confocal microscopy, another similar technique, typically penetrates less deeply into the objective.


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Optical coherence tomography


Area Tematica : oct
Ricerca Oculisti

Le Interviste per Oftalmologia domani

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