Le statine non provocano dolori muscolari: studio dell'Università di Oxford

Le statine non provocano dolori muscolari: studio dell'Università di Oxford

BY: FARMACI | REDAZIONE DOTTNET | 02/09/2022 16:54

I ricercatori hanno evidenziato che la percentuale di persone che soffre di dolore muscolare, mal di testa, disfunzione erettile, perdita di memoria e della vista sono simili tra chi assume statine e chi non le assume.

Negli ultimi anni molti studi hanno sottolineato gli effetti collaterali delle statine, dalla perdita di memoria al dolore muscolare, dalla disfunzione erettile fino all’emicrania e persino al diabete.  Le statine impediscono al fegato di produrre colesterolo “cattivo”, l’LDL. Il suo accumulo può portare ad arterie rigide e più strette con conseguenze importanti sulla salute del cuore. Le malattie cardiocircolatorie restano la prima causa di morte in Italia e in tutto il mondo occidentale. A tal proposito si stima che quasi la metà dei pazienti a cui è prescritta, smetta di assumerli o non li utilizzi correttamente a causa dei presunti rischi. Recentemente però un numero crescente di studi ha iniziato a respingere le affermazioni che le statine sono il vero colpevole di tutti gli effetti collaterali. Molti esperti sospettano siano altrettanto diffusi tra le persone che non assumono farmaci.

Un nuovo studio dell’Università di Oxford ha rivelato che spesso gli effetti indesiderati che si presumino siano colpa delle statine, in realtà dipendono dal normale processo di invecchiamento. I ricercatori hanno dimostrato che ad esempio i dolori muscolari colpiscono nella stessa percentuale anche le persone che non assumono questo farmaco. La ricerca ha coinvolto più di 150.000 persone. I ricercatori hanno evidenziato che la percentuale di persone che soffre di dolore muscolare, mal di testa, disfunzione erettile, perdita di memoria e della vista sono simili tra chi assume statine e chi non le assume. Dipenderebbero quindi dall’invecchiamento e dallo stile di vita e non dalle statine, se non in piccola parte. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica The Lancet.

Tra gli effetti collaterali comuni delle statine c’è il dolore muscolare. Secondo lo studio non sarebbe invece un effetto indesiderato, bensì il normale processo di invecchiamento.  Le statine sono state anche collegate a un aumentato rischio di sviluppare la cataratta. Una serie di studi negli ultimi due decenni ha suggerito che le statine possono aumentare significativamente il rischio di cataratta. In realtà un’importante revisione svolta dalla Peking University First Hospital di Pechino,  ha concluso che “non ci sono prove chiare che dimostrino che l’uso di statine aumenti il ??rischio di cataratta”.  Il caso più probabile è che non vi sia alcuna associazione tra l’uso di statine e la cataratta. A causa dei notevoli benefici delle statine nei pazienti cardiovascolari, questo problema non dovrebbe scoraggiarne l’uso.

Anche la perdita di memoria è nell’elenco degli effetti collaterali di questo farmaco. I ricercatori però non hanno trovato prove che i farmaci causino effettivamente il problema. Anzi, il colesterolo alto è uno dei principali fattori di rischio per la perdita della memoria. Gli esperti della John Hopkins University di Baltimora, negli Stati Uniti, hanno esaminato 16 studi.
 
Complessivamente le persone che assumevano statine avevano un’incidenza di demenza inferiore del 29%. Le statine sono state ampiamente collegate al mal di testa. Alcuni ricercatori suggeriscono al contrario che i farmaci dovrebbero effettivamente essere prescritti a persone che soffrono di un certo tipo di emicrania. Circa una donna su cinque e un uomo su 15 soffrono di emicrania, con un forte mal di testa preceduto da un’aura. Le persone che sperimentano questa aura hanno una probabilità significativamente maggiore di soffrire di ictus e un rischio maggiore di malattie cardiache.

Le autorità sanitarie di diversi Paesi hanno introdotto avvertenze di sicurezza sulle statine, affermando che possono causare un piccolo aumento del rischio di avere livelli di zucchero nel sangue più elevati e diagnosi di diabete di tipo 2.

Un articolo dell’Albert Einstein College of Medicine di New York, pubblicato sul British Medical Journal nel 2017, ha suggerito che le persone che sono pre-diabetiche – quando la glicemia è più alta del normale ma non a livelli diabetici – hanno il 36% in più di probabilità di sviluppare la condizione dopo l’assunzione di statine.  Questo studio ha ricevuto critiche da diversi esperti che sostengono che questo avviene in chi sia in prediabete e non alle persone senza questo problema. Le statine aumentano leggermente la glicemia di un paziente, ma non abbastanza da causare il diabete nelle persone con livelli normali.

Il pompelmo contiene sostanze chimiche chiamate furanocumarine che bloccano un enzima nell’intestino che normalmente scompone le statine e alcuni altri farmaci. Ciò significa che le statine si accumulano nel flusso sanguigno anziché essere elaborate correttamente, il che può aumentare il rischio di altri effetti collaterali. Ma il pompelmo sembra avere un grande effetto solo su alcune statine e non su tutte. Atorvastatina, lovastatina  e simvastatina sono gli unici farmaci noti ad essere particolarmente colpiti dalle sostanze chimiche, secondo il dottor Jorge Plutzky, professore associato di medicina presso la Harvard Medical School. Al contrario, non sembra esserci alcuna interazione nelle persone che assumono fluvastatina, pitavastatina, pravastatina e rosuvastatina.

    
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